Voglio iniziare questo articolo raccontandovi quanto giurai nel lontano 16/10/1995. Era il giorno della mia laurea in Medicina, e con emozione, insieme ai miei colleghi recitai il giuramento di Ippocrate, padre della medicina, dal testo rivisitato e corretto ai tempi moderni.

Cito il Giuramento di Ippocrate di millenni fa:

"Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dèi tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto: di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest'arte, se essi desiderano apprenderla; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro; di regolare il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, e mi asterrò dal recar danno e offesa; di non somministrare ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo. Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte. Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività. In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l'altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi. Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell'esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili. E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell'arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro".

Ancora oggi questo giuramento, nel leggerlo, mi fa venire i brividi, individuandone contenuti di alto profilo morale e di giustizia. Gli anni sono passati ma l'emozione è la stessa. Tra le altre belle e giuste cose che Ippocrate diceva c'era questa: "fai che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo” ...

Incredibile, ma già allora un greco antico,  il padre della medicina, ben quattrocento anni prima della nascita di Cristo, figlio di quella Grecia oggi martoriata dalla Troika, aveva già compreso l’importanza dell’alimentazione in rapporto alla nostra salute ed al nostro benessere psico-fisico.

 

Alimentazione e salute

Siamo ciò che mangiamo, intravedendo la meschina possibilità di fare soldi attraverso l’attenuazione dei sintomi della malattia somministrando e quindi vendendo sostanze chimiche e facendone profitto; ammoniva quindi i suoi di vivere della propria arte senza speculazione.

Insegnamenti antichi, che dovremmo rivedere, anche alla luce di quanto oggi sta succedendo. Qualcuno potrebbe obiettare che ancora oggi ci sono bravi sanitari che fanno bene il loro mestiere, la loro arte. Nulla da dire. I media di oggi ce li mostrano come eroi, gli stessi che magari settimane prima venivano a presi a calci e pugni dagli utenti solo perché si attardavano nel prestare le loro cure ... corsi e ricorsi storici!

Louis Pasteur e Antoine Pierre Jacques Béchamp

La medicina odierna su cui voglio riflettere ha subito il principale mutamento nel XIX secolo. Era un secolo di grande rinnovamento, e la scienza stava facendo passi da gigante, anche quella biomedica. Una figura si elevò tra le tante quella di Louis Pasteur (Dole, 27/12/1822 – Marnes-la-Coquette, 28/09/1895), chimico e microbiologo francese, per le cui scoperte ed attività di ricerca scientifica è universalmente considerato il fondatore della moderna microbiologia. 

Tutte le sue maggiori scoperte vennero realizzate affrontando i problemi più gravi dell'agricoltura, dell'industria agraria, dell'allevamento. Le sue scoperte relative a diversi fenomeni nei campi dell'agricoltura e dell'allevamento hanno cambiato il mondo: anomalie della fermentazione della birra (1854); fermentazione del vino e dell'aceto (1862); pastorizzazione (1862); alterazioni del vino di origine fungina o batterica (1864); malattie del baco da seta (1865-70); colera dei polli (1880); carbonchio di bovini, ovini, equini (1881); rabbia silvestre e sieroterapia. 

Scienza e industria

Le sue indagini sulla fermentazione e la realizzazione del metodo di pastorizzazione assegnano a Pasteur il principale ruolo tra i fondatori della moderna industria di trasformazione delle derrate, che non potrebbe sussistere se nel corso dei processi di manipolazione intervenissero fermentazioni incontrollabili. Oltretutto, Pasteur è considerato un precursore del moderno allevamento animale per la realizzazione del funzionale controllo veterinario delle affezioni infettive. Alla fine del 1800 dispute scientifiche importanti si ebbero tra eminenti scienziati: Pasteur da una parte, Robert Koch dall'altra. In questi scontri e divergenze scientifiche si inserì anche la figura di Antoine Pierre Jacques Béchamp (Bassing, 16/10/1816 – Parigi, 15/04/1908) medico e chimico francese che elaborò una teoria del pleomorfismo sui germi patogeni in contrasto con le conoscenze della biologia e di Pasteur, divenendo il padre fondatore della enzimologia. Si chiama pleomorfismo la proprietà di alcuni microrganismi di modificare la propria morfologia.

Patogenesi e pleomorfismo 

Louis Pasteur sviluppò la teoria attualmente accettata sulla patogenesi, mentre Robert Koch asserì postulati che sono la base per decidere se un microbo è la causa di una malattia, Bechamp sosteneva invece la teoria pleomorfica, per cui i batteri cambiano forma e non sono la causa, ma piuttosto il risultato, della patologia, provenendo da tessuti piuttosto che da un germe di forma costante. Questa è stata anche chiamata la teoria della patologia cellulare, in quanto si ritiene che i batteri-spazzini provengano da ciò che egli chiamava "microzimi", che egli scopri e che postulò fossero normalmente presenti nella materia (compresi i tessuti) e che avessero la capacità di dare la vita o la morte, a seconda del terreno cellulare. In sintesi Pasteur sosteneva la teoria “un germe = una malattia” mentre Béchamp sosteneva invece una teoria opposta, “un germe = un ambiente”. 

La differenza è sibillina per occhi inesperti, notevole per chi studia medicina! Pasteur affermava che se ti ammali, bisogna somministrare delle sostanze chimiche per curare la malattia. Béchamp invece affermava che poiché un germe può vivere solo in determinati ambienti, se tu sviluppi una malattia, per curarti non devo magari solo somministrare sostanze chimiche, ma soprattutto modificare l’ambiente attorno al tuo corpo. Educazione, presa di coscienza dell’individuo, cura e protezione dell’ambiente: questi erano gli strumenti proposti da Béchamp. Sostanze chimiche e quindi farmaci gli strumenti prodotti da Pasteur.

Credo che sia intuitivo come è andata a finire la storia. La chimica e la tecnologia farmaceutica ha preso campo nel mondo occidentale, quasi sempre riducendo ai margini i contesti indicati da Béchamp. Non poteva essere altrimenti. La soluzione del dottor Béchamp (se cambio l’ambiente quel germe non esiste più) prospettava benessere per tutti in assenza di speculazione e di dipendenza per le persone, quindi assenza di profitti per pochi e benessere distribuito in generale per tutti. E' la nascita dell’industria chimico farmaceutica,

acidosi metabolica e Covid-19

Cosa può entrarci questa premessa con quanto succede oggi? Il mondo che ha sostenuto Pasteur presuppone che ogni occasione è buona per fare budget sulla pelle dell’umanità, e questa pandemia del COVID-19 deve fare riflettere le persone. Il Covid-19 ha dimostrato obiettivi ben precisi, non dissimili da quelli di altri virus similari anche della sua stessa famiglia.

Più alti sono i processi infiammatori preesistenti nel paziente che contrae la infezione, più elevata è l’aggressività del virus che di suo ha un riconosciuto alto potere infettante. La elevata età anagrafica dunque rappresenta un target per molti fattori, non solo la presenza di malattie già pre-esistenti che indeboliscono il corpo, ma anche l'uso di certi farmaci: i soggetti con ipertensione che usano gli ACE inibitori per controllare la pressione sembrano maggiormente esposti. Gli ACE inibitori (ACE, acronimo di Angiotensin Converting Enzyme), creano uno stato metabolico del corpo definito come acidosi metabolica, un "terreno fertile" per le infezioni.

La acidosi metabolica infatti indebolisce le difese immunitarie attraverso diversi meccanismi (dato ampiamente documentato) e ciò facilita il virus Covid-19 capace come è noto di attaccare selettivamente gli alveoli polmonari e gli spazi tra di loro (si parla infatti nei casi maggiormente complicati di polmonite interstiziale).

Si potrà dire che non tutti i morti di Covid-19 prendevano Ace inibitori: vero, infatti il problema riguarda nella gran parte dei casi soggetti con patologie pregresse cardiovascolari ma anche respiratorie, fumatori o ex fumatori che hanno abusato del proprio apparato toraco-polmonare e pazienti con alterazioni in generale del loro PH. Entriamo nel dettaglio.

Cosa è l'acidosi metabolica?

L'acidosi metabolica è un disordine primitivo dell’equilibrio acido-base del corpo umano caratterizzato da una riduzione dei bicarbonati e conseguente riduzione del PH (equilibrio acido-base del corpo). Il meccanismo di compenso è caratterizzato da una riduzione della PaCO² secondaria ad iperventilazione. La condizione di acidosi metabolica, associata o meno ad acidemia (incremento della concentrazione idrogenionica, individuata in base alla riduzione dei valori di pH al di sotto di 7.36), è una condizione critica ma diversi studi fisiologici hanno  ipotizzato come valori di pH < 7.10  possano già contribuire alla disfunzione d’organo, attraverso meccanismi quali l’aumento del lavoro dei muscoli respiratori, la ridotta diffusione di ossigeno ai tessuti, la riduzione della produzione di ATP e l’aggravamento di eventuali infezioni attraverso la modulazione della risposta immunitaria.

L'’acidosi poi potrebbe contribuire all’instabilità emodinamica deprimendo la contrattilità del ventricolo sinistro del cuore, facilitando l’insorgenza di aritmie e riducendo la sensibilità del letto vascolare ai vasopressori. 

Cause di acidosi metabolica sono:

  • Eccessiva produzione o ingestione di ioni idrogeno H+ (Chetoacidosi da Diabete mellitoAlcolismoDenutrizione o malnutrizione; Acidosi lattica da Ipossiemia, Anemia, Avvelenamento da CO, Esercizio fisico intenso, Sindrome da distress respiratorio dell’adulto; Ingestione farmaci o sostanze tossiche: Metanolo (acido formico), Etanolo, Salicilati (dunque farmaci anti-infiammatori), Glicole etilenico, Cloruro di ammonio) 
  • Incapacità ad eliminare ioni idrogeno H+ (Insufficienza renale cronica, Acidosi renale tubulare di tipo I, Acidosi renale di tipo 4)
  • Perdita di HCO3- (Ioni biarcbonato come avviene in Diarrea, Acidosi renale di tipo 2 con insufficiente riassorbimento renale di HCO3-) 

Dunque l'acidosi metabolica, anche asintomatica, appare evidente essere una condizione biochimica dell'organismo svantaggiosa, un terreno fertile che facilita le infezioni, in particolare quella del Covid-19. 

Ci sono due tipi di acidosi metabolica:

  • acidosi metabolica sintomatica, molto grave, spesso conseguente a fatti acuti
  • acidosi metabolica asintomatica, latente, più lieve e subdola, una forma cronica, molto più frequente e comune in tante patologie degenerative tipiche della età avanzata e nei fumatori

L’acidosi latente coinvolge il connettivo presente in tutti i tessuti e in tutti gli organi e si ripercuote su tutti i tessuti pregiudicando l’equilibrio vitale cellulare, basato su un nucleo che deve presentare un pH acido e un citoplasma con pH basico. Se il liquido extracellulare diventa acido, questa acidità penetrerà nella cellula alterando il pH del citoplasma e creando i presupposti per le cosiddette malattie incurabili: malattie da degenerazione cellulare.

Covid-19 e prevenzione

Possiamo parlare di prevenzione del Covid-19 diversa da quella indicata sinora? Sì. Il contagio si deve provare a prevenire con i metodi di igiene e pulizia sin qui descritti dai media e dalle massime istituzioni. Ma si deve parlare anche di una prevenzione sull'equilibrio psicofisico del nostro corpo. 

Una persona che è in stato di buona salute, anche se anziana e non in una condizione di acidosi metabolica, che non prende farmaci, ha bassissima possibilità di sviluppare una seria infezione da COVID19.

Questo virus è ha un alto grado di trasmissione e una capacità patogenica molto specifica per anziani con molte patologie, soggetti mmunodepressi, persone con alti indici infiammatori generali (tipico delle acidosi metaboliche), persone in terapia con specifiche famiglie di farmaci. Prendiamone atto, così come del fatto che la pandemia di cui si parla genera prima di tutto paura, poi anche morte.

L'isolamento è importante per la prevenzione della infezione, ma importante è l'educazione, la formazione, la capacità di modificare il terreno di cui si nutre questo virus: la paura e l'ignoranza

Cominciare ad alimentarsi in modo cosciente vuol dire iniziare a cambiare e dimostrare di voler essere responsabili della propria salute. Le terapie dietetiche sono uno dei pilastri per il recupero delle difese dell’organismo. Esse non richiedono né farmaci né interventi chirurgici e sono molto economiche. Linee guida semplici sono:  

  • costante consumo di alimenti ricchi di fitoestrogeni: lignami e iso-flavoni che si trovano nei semi di lino, nella soia, nei cereali integrali, nei legumi, nei cavoli, nei frutti di bosco, nelle noci.
  • ridotto consumo di zuccheri che fanno aumentare la glicemia e, quindi, l’insulina
  • uso quotidiano di olio di oliva extravergine di oliva
  • costante consumo di ortaggi: come il cavolo, il cavolfiore, i cavoletti di Bruxelles, i ravanelli, le rape, la rucola e ogni altro componente della famiglia delle crocifere, le quali contengono sostanze capaci di modificare positivamente il metabolismo ormonale
  • consumare pesce e frutta di stagione.

 

Se il virus non trova terreno fertile come tutti i virus ed i batteri non attecchisce. Anche così possiamo fare la nostra parte nella lotta del virus.