L’elastofibroma è stato descritto per la prima volta da Järvi e Saxen nel 1961 e dal punto di vista clinico è una formazione cistica benigna che in genere si manifesta sulla parete toracica, spesso situata in sede infrascapolare, profondamente al piano muscolare.

La sede comune è in sede infra-scapolare, sulla regione profonda dei muscoli grande romboide, grande rotondo e latissimo del dorso. Raramente colpite sono la regione olecranica, la tuberosità ischiatica, la regione inguinale, l’orbita, la valvola tricuspide, il grande omento, la regione ascellare e il canale vertebrale.

Le cause

Sulla patogenesi, molte teorie sono proposte, la maggiormente accreditata ma pur sempre teoria è quella di una predisposizione genetica individuale che agevola una risposta proliferativa dei fibrociti a stimoli meccanici ripetuti che induce la produzione di tessuto connettivo e tessuto elastico in formazione cistica qual è appunto l’elastofibroma.

Diagnosi

La patologia prevale nelle donne di media età, è spesso bilaterale, e la diagnosi elettiva si basa sulla esecuzione di una ecotomografia che spesso permette di evidenziare una neoformazione ovalare, ipoecogena e disomogenea, a limiti sfumati. TC e risonanza magnetica possono aiutare a definire alcuni elementi come la benignità della lesione cistica. Clinicamente metà dei pazienti è asintomatica, riscontra la formazione casualmente, in alcuni casi si hanno sintomi variabili:

  • sensazione di scatto durante i movimenti del braccio (specie in abduzione)
  • dolore più o meno intenso con limitazione antalgica dei movimenti
  • episodi di blocco o accavallamento muscolare
  • episodi di meralgia (nevralgia) da compressione di nervi in sede

In un esame obiettivo, la cisti è spesso poco visibile ma nel caso delle forme toraciche si può apprezzare ponendo l’arto superiore del paziente in abduzione e leggera rotazione anteriore. Quando evidenziate, alla palpazione la consistenza di queste cisti è duro-elastica con limiti poco definibili.

Terapia

Essendo una formazione benigna, l’indicazione di una exeresi chirurgica non è necessaria, ma da considerarsi o per motivi di natura estetica oppure nei casi sintomatici o in presenza di tumefazioni che tendono a divenire maggiormente voluminose.