Il cuore è un organo funzionalmente paragonabile ad una pompa, in cui la componente meccanica (il muscolo cardiaco) è attivata da un circuito elettrico rappresentato da tessuto nervoso in cui il quadro generale che detta i tempi di contrazione prende il nome di nodo seno-atriale, detto anche nodo di Keith e Flack.

Nodo seno atriale e ritmo cardiaco

Questa centralina che è il nodo seno-atriale funziona in modo automatico e che detta un ritmo di contrazione regolare che prende il nome di ritmo sinusale, è allocato sulla parete posteriore ed esterna dell’atrio destro, in prossimità dello sbocco della vena cava superiore. L’impulso elettrico che sostiene l’attività cardiaca, originando dal nodo seno atriale si propaga nel miocardio atriale con attivazione e contrazione prima degli atri (le camere superiori del cuore); successivamente l’eccitazione raggiunge il nodo atrio-ventricolare e si propaga ai ventricoli imponendo di fatto il ritmo sinusale a tutto il muscolo cardiaco. 

Fibrillazione atriale ECG

L’elettrocardiogramma, strumento con il quale i medici appunto analizzano la funzionalità bioelettrica del cuore, consente di evidenziare il ritmo cardiaco che origina dal nodo senoatriale propagandosi agli atri e che si manifesta con una onda bioelettrica indicata dai fisiologi come onda P.

La fibrillazione atriale: cosa è

Si parla di fibrillazione atriale quando gli atri, non ricevendo impulsi dal nodo seno atriale, si contraggono in modo non sincrono, irregolare, pertanto fremono o fibrillano, contraendosi rapidamente e irregolarmente impedendo la corretta immissione del sangue al resto del corpo. Questa disfunzione induce debolezza o stanchezza, battito cardiaco accelerato o irregolare ingiustificato, palpitazioni cardiache, fastidio o dolore al torace, perdita di coscienza, stordimento o vertigini, sensazione di batticuore. Non sono infrequenti condizioni di fibrillazione atriale asintomatiche.

Se la condizione persiste può causare ictus o scompenso cardiaco. In elettrocardiogramma si apprezza oltre ad un battito irregolare confuso ed accelerato anche la scomparsa della onda P

fibrillazione atriale diagnosi ECG

Diversi esami clinici aiutano un medico nella diagnosi di fibrillazione atriale: già un semplice Elettrocardiogramma (ECG) è sufficiente, spesso corroborato da altri controlli: prova da sforzo, ecocardiogramma di base, holter ecg nelle 24 ore, monitor cardiaco impiantabile.

Dal punto di vista elettrofisiologico e clinico la fibrillazione atriale può essere:

  • Fibrillazione atriale parossistica: è una forma sporadica occasionale, di durata variabile da pochi minuti a diversi giorni, ma che si risolve in maniera spontanea.
  • Fibrillazione persistente: è una condizione che non si risolve spontaneamente ma con aiuto medico, o con somministrazione di terapia farmacologica o di una scarica elettrica (cardioversione) per ripristinare il normale ritmo cardiaco
  • Fibrillazione permanente: è una condizione patologica irreversibile, in cui il nodo seno atriale ha perso permanentemente la sua funzione, non si risolve con la terapia farmacologica e con cardioversione e necessita di cure farmacologiche a vita con anticoagulanti e famaci che regolano il ritmo cardiaco rallentandolo.

Fibrillazione cause

Le cause di una fibrillazione atriale non sempre sono definibili, si parla spesso di fattori di rischio (ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, fumo di sigaretta, sovrappeso ed obesità, abuso di prodotti nervini come caffè, abuso di alcol, vita sedentaria, uso di alcuni farmaci che contrastano l’attività elettrica cardiaca, apnee notturne, familiarità per la malattia, senescenza), ma talvolta sono alla base della malattia anomalie cardiache congenite o danni alla struttura cardiaca in seguito a infarto o cardiopatia valvolare. 

Fibrillazione atriale parossistica e equilibrio autonomico

La fibrillazione atriale parossistica è una forma molto frequente, la cui incidenza è maggiore di quella conosciuta, poiché molti fanno la fibrillazione rientrando nella normalità senza rendersene conto, scambiando i sintomi transitori come conseguenti a cattiva digestione, eccesso di lavoro, stress o altro.

Come per le altre forme, la fibrillazione atriale parossistica non ha cause ben definite, ma le evidenze scientifiche aumentano con rilevanza la correlazione tra la fibrillazione e disturbi gastrici. Alcuni medici, supportati anche da evidenze sperimentali, indicano una certa correlazione tra disturbi gastrici (reflusso gastroesofageo, ernia iatale, gastrite, iperacidità) e fibrillazione, tuttavia non si deve affermare i disturbi gastrici sono la causa diretta della aritmia fibrillante ma possono essere o una delle possibili spine irritative che innescano la fibrillazione stessa o un epifenomeno, cioè un fenomeno associato e corrosivo che tuttavia riconosce a monte la alterazione del sistema nervoso autonomo, cui la funzione del nodo seno atriale si correla anatomicamente e funzionalmente. 

Sistema nervoso autonomo, cuore e stomaco

Il sistema nervoso autonomo (SNA) è una parte del sistema nervoso periferico, sempre in funzione che gestisce le funzioni di base degli organi interni (polmone, cuore, stomaco e intestino) e di alcuni muscoli. Distinto in tre parti (sistema nervoso simpatico, sistema nervoso parasimpatico e sistema nervoso enterico o metasimpatico), origina dal midollo spinale toracolombosacrale, e con le sue emanazioni (gangli) controlla le funzioni dell'organismo a riposo e le reazioni riflesse agendo sui muscoli lisci (dilatazione delle pupille, produzione di saliva e muco, frequenza cardiaca, contrazione dei muscoli dei bronchi, movimenti di stomaco e intestino, accumulo di glicogeno nel fegato, produzione ed escrezione dell'urina, regolazione dello sfintere anale).

Evidenze sperimentali, epidemiologiche e singole evidenze cliniche mostrano una elevata correlazione tra insorgenza di fibrillazione atriale, specie nelle forme parossistiche, e disturbi del sistema nervoso autonomo. Appare evidente dunque che tutte quelle spine irritative del SNA (stress, insonnia, lavoro usurante, disturbi dell’umore) possono alterare la funzione dei visceri (gastrite, colite, reflusso) e quindi anche del ritmo cardiaco.

Dieta e regolazione del sistema nervoso autonomo per gestire la fibrillazione atriale

Da quanto premesso appare evidente l’esigenza, per pazienti con fibrillazione atriale, di regolare la propria vita, anche per regolare la centralina elettrica, il sistema nervoso autonomo, che è alla base del corretto funzionamento bioelettrico del cuore.

Una dieta bilanciata mediterranea è alla base, con almeno quattro-cinque pasti (quelli pomeridiani molto leggeri). Vanno abolite le sostanze nervine (caffè, the, alcolici, pepe, curcuma, zenzero) e quelle che rallentano il transito intestinale o che appesantiscano la digestione (fritture, grassi animali, frutta secca, verdure ed ortaggi filamentosi). Un elevato apporto idrico è importante, come importante è un minimo di attività fisica aerobica (jogging, bici, nuoto, passeggiate veloci) capace di “spegnere” la ipereccitabilità del SNA alla base della fibrillazione. In alcuni casi anche un supporto psicologico non è da escludere.