Il corpo umano è un complesso di unità funzionali; cellule che compongono organi, apparati e sistemi. Il tessuto connettivo è da sempre considerato come un collante inerme di queste unità.

Le ultime ricerche in anatomia invece sembrano cambiare questa prospettiva indicando un nuovo organo, tra i più grandi del corpo umano in termini volumetrici che si chiama interstizio. Diffuso in tutto l'organismo, esso si trova sotto la pelle e nei tessuti che rivestono apparato digerente, polmoni, vasi sanguigni e muscoli. Formato da cavità interconnesse piene di liquido e sostenute da fibre di collagene ed elastina, l’interstizio rappresenta un vero e proprio ammortizzatore, capace di influenzare molti fenomeni biologici al punto di avere un ruolo importante nella diffusione dei tumori, nell'invecchiamento della pelle, ed in malattie infiammatorie degenerative. Uno studio pubblicato su Scientific Reports dall'Università di New York e dal Mount Sinai Beth Israel Medical Centre mostra la vera natura dell’interstizio che è stata osservata con una nuova tecnica di endomicroscopia laser, che permette al microscopio la visione dei tessuti vivi direttamente dentro il corpo. La tecnica ha permesso di osservare la reale struttura dell'interstizio e la sua viva interconnessione con gli altri tessuti, apparati ed organi.  Il fluido interstiziale altro non è che una soluzione acquosa che riempie lo spazio presente fra le cellule dei tessuti e ha la funzione di mediatore (dunque svolge una funzione organica) negli scambi tra esse ed il sangue, permettendo quindi il passaggio di elettroliti, sostanze nutritive e sostanze di scarto, nonché di ormoni. Il liquido interstiziale in eccesso viene drenato dal sistema linfatico; una volta entrato nei capillari linfatici prende il nome di linfa e viene portato ai linfonodi per essere depurato da eventuali batteri. Costituisce col plasma (la componente liquida del sangue) il liquido extracellulare. I termini liquido interstiziale e matrice extracellulare non devono essere confusi, in quanto con funzioni e composizioni differenti. La matrice extracellulare è il materiale presente fra una cellula e l'altra con funzioni di collegamento, ancoraggio delle cellule. Composta principalmente da glicoproteine e proteoglicani, la matrice extracellulare costituisce anche la componente principale del tessuto connettivo che possiede un'ampia varietà di cellule, deputate a svolgere attività diverse in relazione anche alla natura del tessuto a cui appartengono e alla posizione che questo assume nell'organismo. Si può fare una distinzione tra le cellule deputate alla formazione e al mantenimento della matrice (fibroblasti, condroblasti, osteoblasti, cementoblasti, odontoblasti), cellule deputate alla difesa dell'organismo (macrofagi, mastociti, leucociti) e cellule deputate a funzioni speciali, come gli adipociti del tessuto adiposo, che accumulano grassi come riserva energetica del corpo. È possibile anche distinguerle in base al loro ciclo vitale in cellule fisse (macrofagi fissi, fibroblasti, adipociti), che svolgono tutta la loro vita nel tessuto connettivo, e cellule migranti (granulociti neutrofili, linfociti, macrofagi) che invece raggiungono il tessuto connettivo dalla circolazione sanguigna. Alcune come i linfociti possono passare liberamente dal circolo sanguigno al connettivo, altre, come i granulociti neutrofili, una volta spostatisi per diapedesi nel connettivo non possono più far ritorno nel sangue.

Siamo di fronte dunque ad un organo fluido, il maggiore del nostro corpo, il cui continuo movimento potrebbe spiegare perché i tumori che invadono l'interstizio si diffondono più velocemente nel corpo. Il reticolato di proteine che sostiene l'interstizio, infine, potrebbe generare correnti elettriche quando si piegano, seguendo il movimento di organi e muscoli, e per questo potrebbe giocare un ruolo nelle tecniche di agopuntura.