In questo articolo parleremo di una malattia particolare, poco conosciuta, indicata con un neo-logismo da un giornalista e fatta impropriamente propria dalla Organizzazione Mondiale della Sanità: la infodemia.

Cosa è

Si definisce infodemia come la circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, comunemente non analizzate con attenzione, che portano confusione, disorientamento, insicurezza… paura. L'Organizzazione mondiale della sanità ha parlato di infodemia riferendosi all’ondata di fake news (ad esempio quella che i prodotti made in china erano infettivi) che il coronavirus di Wuhan sembra essersi portato con sé in molti altri Paesi del mondo. 

Che il maggiore pericolo della società globale nell’era dei social media sia la deformazione della realtà tra gli echi e i commenti della comunità globale su fatti reali o inventati è un dato di fatto. Lo stiamo vivendo adesso, ma la infodemia, intesa come confusione di informazione o di contenuti o di messaggi, è un fatto noto da tempo. Già nella Bibbia si parla di infodemia: Genesi 10:1, 8-10; 11:1-9: La torre di Babele: “I figli di Noè ebbero molti figli che crebbero ed ebbero altri figli ancora... sulla terra c’erano tante persone. Una di queste era Nimrod, pronipote di Noè, uomo cattivo che cacciava e uccideva sia animali che uomini. Egli si fece re per dominare su altri uomini. Elohim (Dio) non amava Nimrod. In quel tempo tutti parlavano una sola lingua e Nimrod voleva che tutte le persone rimanessero insieme per poterle governare. Disse allora al popolo di costruire una città con una grande torre.  Allora Elhoim (Dio) li costrinse a smettere di costruire la torre facendo sì che improvvisamente parlassero lingue diverse, anziché una sola: i costruttori non si capivano più". Ecco perché la loro città fu chiamata Babele, o Babilonia, che significa “confusione”. 

Come si cura

Con i dovuti accorgimenti e le dovute differenze, in entrambi i casi siamo di fronte a cattiva comunicazione, che come detto porta disorientamento, confusione, paura, insicurezza. I mass media classici e i media via internet sono i maggiori responsabili di questa “patologia” che scatena ed amplifica altre vere patologie (fobie, paranoie, insonnia, stress, isteria collettiva, eccetera), talora con l’obiettivo di distrarre l’opinione pubblica, talora per giustificare provvedimenti che altrimenti non si potrebbero prendere per non democratici, illiberali. Può dunque considerarsi anche uno strumento di dominio. Tanto per dirne una, morire di coronavirus o morire con il coronavirus sono due cose diverse. Bisogna incominciare a pensare, riflettere, domandarsi perché, capire, reagire …