Si definisce la ipoglicemia come una condizione clinica che si definisce malattia quando risponde alle seguenti tre condizioni: bassi livelli di glucosio plasmatico, sintomi conseguenti, risposta adeguata alla somministrazione di glucosio.

Cosa è

Fisiologicamente il glucosio rappresenta il substrato energetico di base dell’organismo umano, introdotto con gli alimenti e generalmente accumulato sotto forma di glicogeno nel fegato e nei muscoli, principali riserve. Il mantenimento della glicemia (livello di sangue) entro i limiti della norma è garantito dall’equilibrio tra: 

  • apporto  esogeno (alimentazione) di substrati energetici,
  • uso dei substrati energetici da parte dell’organismo,
  • integrità delle vie metaboliche endogene.

Il glucosio rappresenta il substrato energetico che consente attraverso la sua trasformazione in acido piruvico, inserito nel ciclo di Krebs che avviene all’interno dei mitocondri, la produzione di ATP attraverso il processo di fosforilazione ossidativa

L’ATP è l’unità di scambio energetico principale, cioè l’energia che immediatamente la cellula può usare per vivere. Da una mole di glucosio si producono 38 moli di ATP. Tutti i tessuti del corpo umano sono utilizzatori del glucosio. Il sistema nervoso è il maggiore consumatore di glucosio, dal quale è strettamente dipendente per la sua funzione a causa di: limitata possibilità di sintesi e deposito di glucosio, ridotto utilizzo di substrati energetici alternativi, brusca caduta della velocità di trasporto attraverso la BEE per valori di poco inferiori alla norma. La storia di ipoglicemie gravi si associa (dati scientifici alla mano) a riduzione del volume della sostanza grigia nell’emisfero temporale superiore sinistro. La prolungata esposizione alla iperglicemia si associa a riduzione del volume della sostanza grigia nel cuneo e precuneo  destro, della sostanza bianca nella regione parietale posteriore destra e ad aumento del volume della sostanza grigia nella regione prefrontale destra. L’ipoglicemia e l’iperglicemia causano modificazioni peculiari della struttura cerebrale. 

Il controllo ormonale della produzione endogena di glucosio si basa su azione di insulina, glucagone, cortisolo, ormone della crescita (STH o GH), adrenalina che in equilibrio tra loro regolano la glicogenolisi e la gluconeogenesi epatica, la lipolisi del tessuto adiposo e la chetogenesi epatica, tutte vie biochimiche che apportano o sottraggono metaboliti energetici dal sangue.

Ipoglicemia sintomi

La sintomatologia della ipoglicemia è variabile in base anche al paziente; nel neonato i sintomi sono vari: tremori, letargia, difficoltà di suzione, irritabilità, tachipnea/apnea bradicardia, ipotonia, pianto flebile, convulsioni e ipotermia. Il coma e la morte improvvisa sono eventi possibili se non presa in tempo. Nel giovane e nell’adolescente, ma anche nell'adulto, la ipoglicemia può dare sintomi come fame, ansietà, palpitazioni, dolore addominale, debolezza, vomito, cefalea, vertigini, modificazioni comportamentali, letargia.

Ipoglicemia cause

L’ipoglicemia può essere conseguente a tre fattori:

  • malattie ereditarie del metabolismo [1-difetti di glicogenolisi in amilo-1,6-glucosidasi (GSD 3), fosforilasi epatica (GSD 6), fosforilasi chinasi (GSD 9), glicogeno-sintetasi (GSD 0); 2-difetti di gluconeogenesi in glucosio-6-fosfatasi (GSD1a), glucosio-6-fosfatasi translocasi, fruttosio-1,6-difosfatasi, piruvato carbossilasi; 3-difetti beta-ox-acidi grassi; 4-difetti di chetogenesi]
  • patologie del sistema neuroendocrino (panipopitutarismo, difetto isolato di GH, difetto di cortisolo da patologia surrenalica, iperinsulinismo, Difetto di glucagone, Difetto di adrenalina, disturbi psichiatrici come la anoressia, disturbi del comportamento alimentare)
  • malattie del fegato o epatopatie (malattie metaboliche come tirosinemia, galattosemia, fruttosemia, cause tossiche, cause infettive).

Diagnosi 

La diagnosi di una condizione di ipoglicemia e delle sue cause è clinica: anamnesi familiare, esame obiettivo (il paziente può presentare segni come facies peculiare, macroglossia, cattivo stato di nutrizione, pannicolo adiposo ridotto, epatomegalia) sono il primo passo. Utile in prima istanza un esame del sangue (glicemia, elettroliti, emocromo, AST/ALT, insulinemia) e esame delle urine  (rilevamento corpi chetonici), aiutano molto. 

Ipoglicemia cosa fare

A fronte di una diagnosi circostanziata di ipoglicemia la gestione della ipoglicemia da causa metabolica, endocrina o epatologica richiede una strategia polispecialistica specifica caso a caso per una adeguata impostazione e monitoraggio terapeutico. L’ipoglicemia chetosica (da cattiva alimentazione) per lo più richiede solo una impostazione alimentare e un approccio psicologico se dovuto. In presenza corso di malattie intercorrenti l’intervento fondamentale è volto ad assicurare un apporto adeguato di substrati energetici con l’alimentazione.