Nel mondo oggi il suicidio è considerata la seconda causa di morte tra i giovani ed in Italia si hanno in media duecento decessi all’anno tra i ragazzi sotto i ventiquattro anni; globalmente per l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il suicidio è al secondo posto tra le cause di morte tra i giovani identificando nella depressione il male che li spinge verso gesti estremi. Insieme al suicidio tra i giovani crescono anche i casi di autolesionismo e di comportamento suicidario tra gli adolescenti.

Suicidio cosa è

Ma cosa è il suicidio? Il termine ha origini latine (sui caedere, uccidere se stessi) ed indica l'atto con cui una persona si procura deliberatamente la morte, un atto autolesionistico estremo, che indica un grave disagio psichico.

Suicidio cause

Molte condizioni possono predisporre a questo atto, cause personali, come situazioni esistenziali sfavorevoli, gravi condizioni economiche, delusioni amorose, condizioni di salute precarie, esclusione sociale, abusi fisici e psichici, non accettazione del proprio corpo, bullismo eccetera.

Molti studi indicano la componente emulativa come elemento fondante nella genesi del suicidio, cosa che ha portato l'Organizzazione mondiale della sanità a dettare linee guida per un comportamento responsabile degli operatori dell'informazione e dei mezzi di comunicazione di massa. Sociologicamente il suicidio è per Émile Durkheim da collegarsi ai gradi d'integrazione e regolamentazione sociale (egoistico, altruistico, fatalista e anomico). Certamente l’idea suicida può germogliare in una personalità adolescenziale con un mondo interiore incompiuto e fragile, ma il fattore determinante spesso è la presenza di situazioni familiari ad alto coefficiente patogeno (scarsa o assente coesione ed integrità del nucleo, indifferenza tra i genitori e tra genitori e figli, ostilità, condotte affettive sbagliate, eccessiva rigidità dei ruoli, annullamento delle differenze generazionali.).

Capitalismo, Neoliberismo e nichilismo cause del suicidio

Al di là degli aspetti medici e psicologici, nella genesi del suicidio gioca un ruolo importante il percorso intrapreso dalla società post moderna: le ragioni sono sempre molteplici e soggettive,  ma appare chiaro che siamo immersi in un contesto sociale dove non ci si rende conto che i giovani sono caricati di aspettative che non sono in grado di reggere consapevoli del fatto che vivranno peggio della generazione precedente. La nostra società non offre speranze o aspettative, fornendo solo incertezza.

Tutto cià è frutto di un elemento che Friedric Niezsche chiama epoca del nichilismo: l’essere umano non crede più in niente, se non in maniera opportunistica, e tenta di fuggire la noia quotidiana con grandi distrazioni di massa. Il processo nichilistico ha infiltrato noi e le nostre famiglie in quanto immersi in una società definita neo-liberista, una società materialista dedita al culto del denaro e del capitalismo, dogma indiscutibile, che mercifica ogni aspetto della vita di tutti i giorni. Abbiamo accettato il denaro come metro di misura di tutto: l’uomo diventa un fantoccio in balìa di cospirazioni più grandi e complesse di lui che hanno come fine il denaro. L’uomo deve solo semplicemente accettare le condizioni.

La passività della figura umana portano all’assurdo, alla noia, alla precarietà della vita. Le distrazioni proposte da questa società neoliberista altro non sono che false promesse oppiacee, che ottundono il pensiero impedendo di vedere le false fondamenta della società moderna ove non si cela altro che il nulla. Si combatte la noia godendo di sofferenze e disgrazie altrui, animando uno spirito di intolleranza nei giovani che guardano al futuro con disperazione e paura. Il futuro è percepito non prospettiva, speranza, possibile novità, ma come precarietà, omogeneizzazione di contenuti  e persone, incertezza, confusione tra valori reali e valori ideali. Siamo in un’epoca dove il fallimento economico si presenta con il volto di un esattore delle tasse o di un creditore, dove forze straniere comprano attività e aziende pubbliche e private licenziando dipendenti, delocalizzando successivamente in paesi economicamente vantaggiosi, dove l’effimero riempie la vita offrendo stereotipi ed omologazioni a tutti i livelli.

La stessa filosofia contemporanea condivide l’idea di Nietzsche indicando perdita di verità, fine dei valori, morte di Dio, crisi della ragione come gli elementi fondanti di questa società che predispone di fatto i giovani al suicidio per una perdita complessiva di obiettivi nella vita. L’ideologia è sostituita da una pluralità di narrazioni dove senso e logica non sono più garantiti da un'idea di fondo o da una verità fondata. Come in un grande Big Bang, il pensiero occidentale è esploso, la visione moderna del mondo è andata in pezzi e si sono moltiplicate prospettive e punti di riferimento senza una teoria o valori incondizionati capaci di mettere insieme parti che non sono più ricomponibili. Come in una torre di Babele, una pluralità di linguaggi rende impossibile concepire visioni globali e univoche smarrendosi in un generale scetticismo basato su un indifferenziato pluralismo, fondato sull'assunto che tutte le posizioni si equivalgono. Non esistono verità assolute, e questa sfiducia nella verità svaluta ogni orizzonte di significato: ci si accontenta di verità parziali e provvisorie, senza domande radicali sul senso e sul fondamento ultimo della vita umana, personale e sociale. Il nichilismo ha annulato di senso anche le filosofie della storia: alla ragione progettuale e impositiva si sostituisce una razionalità depotenziata e debole in cui contestualità e contingenza sono la regola: i fatti non ci sono, solo interpretazioni.

Il problema attuale e che la verità oggi è intesa come un'interpretazione, una opinione; quindi è legittimo affermare che ci sono differenti verità, che moltiplicandosi automaticamente si svalutano al punto da non essere più distinguibili da pure e semplici opinioni. Il nichilismo comporta dunque non solo l'accettazione della perdita di senso dell'esistenza, ma anche la rinuncia alla ricerca del senso. E questo lo si riscontra ormai anche a livello di vissuto, basta pensare alle discussioni relative al COVID-19. Perché oggi gli dei sono finiti, sostituiti dai problemi di una quotidianità appiattita sul contingente,  in una epoca del dominio del sapere tecnico-scientifico, in cui si tende ad attribuire valore di conoscenza solo al sapere di tipo strumentale, cioè al sapere utile, finalizzato ad un obbiettivo raggiungibile. Se vogliamo capire il perché giovani si suicidano, dobbiamo rivedere tutto il percorso che le società occidentali oggi hanno intrapreso: un percorso lungo e faticoso, ma non impossibile.