Detta anche Bourneville Pringle Syndrome, la sclerosi tuberosa è una malattia con molti sinonimi: phakomatosis TS, tuberose sclerosis, tuberous sclerosis complex. E’ una malattia genetica molto rara che colpisce diversi organi, sistemi ed apparati e che è poco evidente dopo la nascita, associato alla formazione di tumori benigni (non cancerosi) in vari sistemi di organi del corpo (pelle, cervello, occhi, cuore, reni e polmoni).

Questi tumori (amartomi) sono costituiti da cellule normalmente presenti nell'area del corpo in cui si formano non sono maligni, non metastatizzano e non si diffondono ad altre aree del corpo ma possono aumentare e quindi danneggiare il sistema di organi interessato.

Cause

La malattia è causata da un'alterazione (mutazione genetica) in uno di due diversi geni, il gene TSC1 ed il gene TSC2 che forniscono istruzioni per la creazione di proteine ​​funzionali diverse; il gene TSC1 regola la produzione di una proteina nota come hamartin che si ritiene funzioni come un soppressore del tumore mentre il gene TSC2 codifica per una diversa proteina soppressore del tumore nota come tuberina. Un gene soppressore del tumore è un gene che rallenta la divisione cellulare, ripara i danni al DNA delle cellule e indica alle cellule quando morire, avviando il processo detto apoptosi. Alterazioni nei geni TSC1 e TSC2 portano infine all'attività incontrollata o "iperattivazione" cellulare con conseguente sviluppo dei tumori che caratterizzano la sclerosi tuberosa. In genere le alterazioni del gene TSC2 provocano un'espressione della malattia più grave. Il gene anormale può essere ereditato da entrambi i genitori o può essere il risultato di una nuova mutazione (cambiamento genetico) nell'individuo interessato. Il rischio di trasmettere il gene anormale da un genitore affetto a una prole è del cinquanta per centro per ogni gravidanza ed è lo stesso per maschi e femmine. Negli USA la malattia colpisce 1:6.000 neonati, in Europa è stimata in circa 1:25.000.

Segni e sintomi

Segni, sintomi e gravità della sclerosi tuberosa possono variare molto per i diversi sistemi di organi coinvolti, e la diagnosi proprio per questo può essere tardiva, e le conseguenze in questo caso possono anche essere letali. Un primo segno è quello cutaneo: quasi tutti gli individui con sclerosi tuberosa sviluppano macchie o macchie bianche (macule ipomelanotiche) sulla pelle alla nascita o all'inizio dell'infanzia variabili in dimensioni e forma e talvolta piccoli e difficili da notare, spesso evidenti su braccia, gambe e tronco del corpo. Piccoli punti rossi noti come angiofibromi possono comparire tra i tre ed i cinque anni, principalmente sul viso e spesso a forma di farfalla, che aumentano di numero man mano durante la crescita. Un segnale importante è la patch cerata, una eruzione cutanea di forma irregolare, ispessita, di colore carne che si sviluppa di solito nella parte bassa della schiena, talvolta descritta a guisa di buccia d'arancia. Su guance e cuoio capelluto si possono formare placche fibrose con possibile perdita dei capelli vicini o canizie limitrofa così come si possono formare fibromi sui letti ungueali delle dita delle mani o dei piedi. La sclerosi tuberosa può colpire anche il sistema nervoso centrale con formazione di noduli subependimali, displasie corticali e astrocitomi subependimali a cellule giganti o SEGA che possono causare pressione e ostruzione all'interno del cervello causando idrocefalo (con iniziali sintomi come mal di testa, nausea, vomito, irritabilità e cambiamenti comportamentali) e convulsioni caratterizzati da sussulto improvviso con flessione in vita e innalzamento delle braccia (talvolta possono verificarsi altri tipi di convulsioni). La sclerosi tuberosa può associarsi anche a ritardi nello sviluppo e un certo grado di disabilità intellettiva, disturbi neuropsichiatrici (disturbo dello spettro autistico, disturbo da deficit di attenzione e iperattività ADHD, disturbi o disturbi del sonno etc).

Un tumore associato alla sclerosi tuberosa è l’angiomiolipoma benigno fatto da grasso, vasi sanguigni e cellule muscolari lisce, che di solito si localizza nei reni causando possibilmente dolore al fianco o disfunzione renale, raramente con la rottura e sanguinamento emorragie potenzialmente letali. Alcune donne (difficile negli uomini) con sclerosi tuberosa sviluppano la linfangioleiomiomatosi (LAM), con crescita incontrollata di cellule specializzate (cellule muscolari lisce) formanti cavità cistiche progressive all'interno dei polmoni con conseguente tosse, difficoltà respirazione (dispnea).  Altri individui possono sviluppare iperplasia pneumocitaria micronodulare multifocale (MMPH), una condizione in cui si formano più noduli in tutti i polmoni a causa della proliferazione anormale di alcune cellule polmonari chiamate pneumociti con rischio di una progressiva insufficienza respiratoria.

Un tumore benigno noto come il rabdomioma può svilupparsi nel cuore di neonati e bambini piccoli in alcuni casi di sclerosi tuberosa, così come è possibile la formazione di piccole crescite o tumori sulla retina (amartomi retinici multipli). Alcuni individui possono sviluppare vaiolatura o minuscoli buchi nello smalto dei denti (vaiolo dello smalto dentale) o la formazione di crescite fibrose all'interno della bocca (fibromi intraorali), in particolare nelle gengive. In alcuni casi, gli individui possono sviluppare lesioni cutanee durante l'infanzia, la prima adolescenza o l'età adulta a guisa di "coriandoli". Le cisti renali, di natura epiteliale, si hanno in circa il 20-30% degli individui e sono asintomatiche, talora possono provocare un aumento della pressione sanguigna. Se tali cisti si accumulano  si possono sviluppare disfunzione renale e insufficienza renale; in casi estremamente rari può verificarsi la formazione di un oncocitoma o di un angiomiolipoma maligno. Rari i soggetti che possono sviluppare tumori neuroendocrini (NET).

Diagnosi

Una buona valutazione medica indirizza sulla corretta diagnosi; la raccolta di una storia dettagliata del paziente e della famiglia, una valutazione clinica approfondita: presenza di macule ipopigmentate sulla pelle, convulsioni, autismo, presenza di multiple formazioni cistiche poli organiche sono indizi diagnostici per la sclerosi tuberosa per cui sono stati stabiliti criteri diagnostici anche recentemente (Northrup et al. 2018). I test genetici molecolari possono confermare una diagnosi di sclerosi tuberosa, da associarsi  a tomografia computerizzata (TC) e risonanza magnetica (RM) per valutare presenza di masse organiche. Utile un ecocardiogramma e un elettrocardiogramma (ECG) per valutare la presenza di rabdomioma nel cuore.

Trattamento

Il trattamento prevede il monitoraggio costante del paziente e la rimozione delle masse cistiche che possono meccanicamente nuocere allo stato di salute, attraverso gli sforzi coordinati di molti specialisti (pediatri, neurologi, dermatologi, cardiologi, odontoiatri, oculisti, psichiatri, eccetera) in base alla sede di formazione delle masse cistiche. L'intervento precoce sullo sviluppo è importante per garantire che i bambini colpiti raggiungano il loro potenziale.