In medicina il termine ipercapnia è usato per indicare una alterazione dei gas ematici con valori di pressione parziale di ossigeno al di sotto di 60 mmHg e/o di CO2 superiori a 45 mmHg.

Questa condizione medica clinicamente si realizza in una situazione nota con il termine di insufficienza respiratoria, condizione appunto caratterizzata da una alterazione della pressione parziale dei gas (O2 ossigeno e CO2 anidride carbonica) nel sangue arterioso.

La diagnosi di insufficienza respiratoria non è clinica, anche se la clinica è importante per supporre la diagnosi, ma richiede sempre la misurazione della pressione parziale dei gas nel sangue arterioso (emogas analisi).

In base a come si presenta clinicamente, possiamo parlare di insufficienza respiratoria acuta, insufficienza respiratoria cronica e di insufficienza respiratoria cronica riacutizzata, e può avere due caratteristiche: ipossiemica (bassi livelli di ossigeno nel sangue) e ipossiemica ed ipercapnica (aumento di anidride carbonica nel sangue).

L'ipossiemia è il comune denominatore di tutte le forme di insufficienza respiratoria, mentre l'ipercapnia può essere presente o meno; la presenza di ipercapnia invece, per l'equazione del gas alveolare, comporta sempre la presenza di una ipossiemia. 

Esistono due quadri di insufficienza funzionale respiratoria correlati all’interessamento di due entità funzionali distinte :

  • il polmone, comprendente il parenchima, le vie aeree e i vasi polmonari, con funzione di scambiatore di gas
  • la pompa ventilatoria, costituita dai centri respiratori, muscoli respiratori e il torace, che ha la funzione di sostenere la ventilazione alveolare.

Possiamo dunque parlare di insufficienza respiratoria ventilatoria (insufficienza di pompa: ipercapnia, tipica delle malattie neuromuscolari), ed una insufficienza respiratoria polmonare (insufficienza di scambio: ipossiemia tipica delle fibrosi polmonare).

Oggi si può affermare senza ombra di dubbio della esistenza di un terzo tipo di insufficienza respiratoria, legata all’uso delle mascherine per difendersi dal COVID-19.

La mascherina, usata costantemente, rappresenta un mezzo meccanico incontrovertibile di parziale e discontinua limitazione della pompa ventilatoria, quel complesso anatomo-funzionale che consente al polmone di ventilare costituito da Sistema Nervoso Centrale, Sistema nervoso Periferico, vie aeree superiori, gabbia toracica, muscoli respiratori. La parziale ostruzione delle vie aeree superiori con mascherina, se continuata e reiterata, altera la composizione dei gas respirati, con progressivo incremento di respirazione di anidride carbonica. Il resto viene da sé.

Facciamoci una domanda e troviamo delle risposte.